Alla ripresa delle ostilità, ricaricati nella mente e nel fisico, i biancoblù avranno il secondo matchpoint per chiudere matematicamente il discorso-promozione: battendo l”Azzanese il 1 maggio non ci sarà più da guardarsi le spalle. Il campionato di Eccellenza sarebbe definitivamente vinto a braccia alzate. Per distacco. Una situazione che ad agosto, quando arrivò la conferma dell”avvenuta ammissione della nuova società nella massima serie dilettantistica, nessuno si sarebbe mai aspettato. Troppo fresche e troppo dolorose, le ferite della rinuncia alla Lega Pro. Tantissime le incognite che pesavano su una squadra nuova di zecca, costruita da zero mattone su mattone da quel satanasso che è il “diesse” Eros Luxich: lo storico direttore sportivo del calcio gradiscano e mister Zoratti sono stati il trait d”union con il passato recente. E vincente. Loro i custodi della mentalità che porta lontano. Ribadisce il tecnico di Tarcento: “Ora tutti dicono che la nostra affermazione è qualcosa di scontato, quasi che si sia in testa per diritto divino. Non è così. Ci siamo fatti in quattro per diventare una squadra vera nel minore tempo possibile. Ora pare tutto facile – riflette Zoratti – ma sono stati bravi i ragazzi a fare sembrare facile ciò che è stata una vera impresa. C”erano tanti giocatori che venivano da campionati negativi, o da categorie inferiori. E anche tanti ragazzi alla prima esperienza in prima squadra. Passo dopo passo siamo cresciuti. Poi è chiaro che giocatori più esperti, come Andreolla, ci hanno garantito un”ulteriore salto di qualità. Ma nel calcio niente è facile o scontato”. .
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