Tre generazioni di Luxich con l”ISM come seconda pelle

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immagine 021Tre generazioni di Luxich. Tre generazioni con i colori biancoblù come seconda pelle. Non avrebbe potuto sognare un regalo migliore per i suoi cinquant”anni di Itala San Marco, il direttore sportivo Eros Luxich: assistere a bordo campo alle gesta del nipotino Mattia mentre a dirigerlo dalla panchina c”è il figlio Emiliano, ovvero il papà del giovane “leoncino”. Quella dei Luxich è una famiglia che tanto ha dato e continua a dare ai colori del club gradiscano. Eros è qualcosa in più che un semplice “diesse”. E” in sella dal 1962 ed è stato protagonista di tutta l”ascesa del club pre e post fusione, prima a livello regionale, poi in quello triveneto, fino al sogno del professionismo e oggi rimane un riferimento imprescindibile. Il pater familias è stato ed è tuttora un prezioso consigliere per i diversi presidenti che si sono succeduti negli anni in seno all”Itala, ma soprattutto un mago del calciomercato, svolto sempre lontano dai riflettori eppure efficacissimo come un Italo Allodi dei tempi belli. Il figlio di Eros, Emiliano, è stato invece una delle bandiere moderne dell”Itala San Marco. E oggi tocca al suo Mattia.

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Classe 1971, Emiliano Luxich ha debuttato in prima squadra ad appena quindici anni, gettato nella mischia dal compianto e lungimirante Guido Clama. E” l”unico calciatore gradiscano ad avere raggiunto la serie D facendo tutta la trafila dai pulcini sino alla prima squadra, escludendo solo una breve parentesi nel vivaio dell”Udinese. Con il biancoblù addosso ha messo assieme oltre 500 presenze. Piede al cachemire e fantasia da vendere, Emiliano Luxich è ritornato quest”anno nella famiglia italina dopo avere chiuso la sua lunga e prolifica carriera lontano da Gradisca, fra Cervignano, Villesse e Gorizia. Ma il richiamo di quei colori, i “suoi” colori è stato troppo forte: e allora ecco l”esperienza come tecnico dei Piccoli Amici. Chi lo conosce bene giura che “Emil” ha la stoffa per una fertile carriera da tecnico. Per ora fa esperienza con i bimbi e si gode a bordocampo il suo Mattia. E anche se la deontologia impone di trattarlo come tutti gli altri bimbi, certo una volta a casa gli fa un certo effetto sapere che quella storia iniziata cinquant”anni fa prosegue con rinnovata linfa. Ora guai a fare paragoni e correre troppo. “All”età di Mattia il calcio è puramente un gioco ed Emiliano è alla sua prima esperienza come trainer. Lasciamoli crescere tranquilli” se li mangia con gli occhi Eros. Poco lontano, sulle tribune, fa lo stesso nonna Liviana: una vita sui campi da gioco, a palpitare per i suoi uomini. Ora tocca al cucciolo di casa, Mattia. Luigi Murciano (da Il Piccolo 04.06.2012)

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