Itala San Marco travolta a San Daniele

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pallone-in-rete-001L”Itala San Marco non riesce a ritrovarsi. Terzo stop stagionale – e quarta gara consecutiva senza vittorie – per gli isontini, che sul campo del lanciatissimo San Daniele si sono squagliati (4-1) come un calippo all”equatore nonostante l”illusorio vantaggio iniziale firmato da Sangiovanni. E se gli stop precedenti potevano avere qualche giustificazione, questa volta mister Fabio Franti non può fare altro che puntare il dito contro la sconcertante prestazione dei suoi. “Così non va – commenta senza mezzi termini il trainer foglianino-. Da qualche domenica la squadra sembra essersi seduta sugli allori, mentre le nostre avversarie per un motivo o per l”altro hanno motivazioni da vendere. Dobbiamo guardarci dentro, tutti quanti e io per primo, perchè in questo modo non si va da nessuna parte”. Il male oscuro che affligge l”ISM Gradisca sembra essere insomma la carenza di personalità. Come quel bravo studente che, superato con buoni voti il primo quadrimestre, nel secondo non apre più i libri pensando di poter vivere di rendita. “Dobbiamo capire che l”Eccellenza è un campionato durissimo in cui non puoi regalare niente a nessuno – scandisce Franti -. Io credo che l”Itala abbia grosse potenzialità, soprattutto nel reparto avanzato, ma le qualità da sole non bastano se non giochiamo quantomeno con la stessa voglia dei nostri avversari”. Dopo un primo tempo equilibrato, i biancoblù hanno concesso il pari proprio a fine frazione e nella ripresa hanno incassato il sorpasso dei locali dopo appena 8”.

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 “Sono segnali. Significa che non c”è la giusta dose di tensione e intensità. Anche sul piano fisico abbiamo pagato qualcosina, non tanto nella corsa quanto nei duelli individuali. Ma non basta questo a spiegare il fatto che abbiamo tirato pochissimo in porta”. Franti non crede che il calo di tensione possa derivare dal fatto che l”Itala sembra destinata a una sorta di limbo: in fondo nessuno le chiede i play-off, ma neppure di salvarsi all”ultima giornata visto l”indubbio potenziale. “Possiamo girarci intorno quanto vogliamo, ma nel calcio come nella vita sono le motivazioni a fare la differenza. E quelle le devono trovare i singoli dentro di sè. Se non riusciamo a vedere ogni singola partita come una finale, diventiamo una squadra normalissima che dovrà guardarsi le spalle e avrà rovinato quell”ottimo inizio di stagione. Io credo che nelle prossime settimane con l”atteggiamento giusto ci ritroveremo, ma serve il contributo e la voglia di sacrificarsi da parte di tutti”. 

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