CIAO “AGO”. L”ITALA SAN MARCO PIANGE IL TECNICO AGOSTINO MORETTO, ARTEFICE DI TANTI SUCCESSI

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Una vita a bordocampo. A dare forma alle proprie idee, a formare uomini e non solo giocatori; a costruire sogni che inseguono un pallone e fanno battere i cuori. E” stata la vita di Agostino Moretto, uno degli allenatori più vincenti del calcio dilettantistico regionale degli ultimi 30 anni. Un”esistenza che si è spenta giovedì sera, all”età di 71 anni e dopo lunga malattia. A piangere “Ago”, uno degli ultimi gentlemen del pallone, è l”intero movimento calcistico regionale. Il suo nome resterà sempre scolpito nella memoria per essere stato l”artefice della prima Itala San Marco dei miracoli: quella che dapprima – e al primo tentativo – vinse l”Eccellenza e conquisto” la serie D nella stagione ”97-”98. E poi seppe non solo mantenere quella categoria prestigiosa, ma addirittura portare la piccola ma ambiziosa società gradiscana a sfidare le grandi, gettando le basi per lo storico approdo fra i professionisti che sarebbe arrivato negli anni successivi. Originario di Lucinico, mister Agostino Moretto è stato unanimemente riconosciuto come un innovatore del calcio nostrano, spesso conservatore. Negli stessi anni in cui Arrigo Sacchi stupiva il mondo col suo Milan, lui – visionario ma pragmatico – importava il gioco a zona fra i dilettanti, puntando sul collettivo e l”organizzazione prima ancora che sul talento dei singoli. Con un tratto distintivo: un garbo e un”educazione esemplari, mai una dichiarazione sopra le righe o una parola fuori posto. Nato nel ”45 a Motta di Livenza, ma sin da bambino trasferitosi in riva all’Isonzo, Moretto ha vestito diverse maglie di società isontine e friulane, chiudendo la sua carriera agonistica a Corno, dove a 30 anni debuttò anche sulla sua prima panchina di una prima squadra. È stato poi allenatore a Cervignano (vincendo subito l”Eccellenza), prima della panchina del suo” Lucinico. Poi la Manzanese – altra Eccellenza vinta – ancora il Lucinico, e infine la svolta: lo vuole l’Itala San Marco del presidente Franco Bonanno e del ds Eros Luxich, una “triade” fra le più vincenti di sempre in campo regionale. “Tanti ricordi mi legano ad Agostino e alla sua famiglia, ci ha insegnato moltissime cose dentro e fuori dal campo. Persona di valori solidi, una figura indimenticabile” lo omaggia l”ex patron. “Per me è stato un innovatore – fa eco Fabio Franti, uno dei suoi “fedelissimi” e dichiaratamente discepolo del tecnico lucinichese -. Ha portato concetti quali organizzazione e aggiornamento nel calcio dilettantistico regionale. Le sue idee facevano la differenza e l”uomo non era da meno”. L”epico spareggio vinto con la Sacilese sul neutro di Fagagna spalanca le porte della D ai gradiscani. Esaurita l”esperienza all”ombra della Fortezza – ove gli subentrerà Giuliano Zoratti – Moretto guiderà anche Pro Gorizia, Sanvitese e i trevigiani del San Polo Gemeaz. I problemi di salute nel 2005 lo costringono a dare l”addio all”amata panchina. Presidente provinciale dell”Aiac-l”assoallenatori – Moretto è stato dipendente delle Aziende municipalizzate di Gorizia. Lascia nel dolore la moglie Marisa, i figli Alessandro e Chiara e l’adorata nipote Alessia. I funerali si svolgeranno lunedì 22 agosto alle 11, nella chiesa arcipretale di “San Giorgio Martire” a Lucinico, da dove la salma prenderà poi la via per il cimitero comunale di Gorizia per la sepoltura. 

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